venerdì 2 gennaio 2015

In un mondo di designer.

Yves Saint Laurent diceva: 
Mi addolora fisicamente vedere una donna vittimizzata, resa patetica dalla moda”, ed io aggiungerei oggi, che mi addolora vedere come queste donne siano riuscite a svilire e a rendere patetica la moda stessa.
C'è stato un tempo, in cui la moda non era solo marketing e pubblicità, un tempo che rivive ancora nello spirito di persone che hanno l'abilità naturale e la conoscenza, della storia, della moda, dell'arte e non solo, per sfruttare il proprio talento in un campo in cui rimane poco spazio per chi non vuole autocelebrarsi, ma solo apportare il proprio contributo sotto forma di innovazione. 
La moda dovrebbe essere alla portata di tutti come accessibilità ad un prodotto, non come creazione. Mi spiego meglio, avere la possibilità di venire a contatto con la moda come clienti è un'opportunità che deve essere concessa a tutti, ma la creazione non si può affidare a chi non è dotato della sensibilità e della conoscenza adatta per creare unicità nel bello. 
Avvicinarsi alla moda come clienti è il modo più semplice per appassionarsi a questo campo e capire se si hanno le carte in regola per passare dalla parte di chi crea, ma deve essere ben chiaro che è un passaggio per pochi, non tutti i lettori infatti sanno essere abili scrittori e spesso per il rispetto che si ha di questo campo non tentano nemmeno di diventarli. 
Rispettiamo dunque anche il campo della moda e la forza delle immagini, degli stili e dei prodotti di veri artisti, salviamo quest'ambito, diamogli la dignità che gli è stata tolta da chi vede solo il lato edonistico e apparentemente frivolo, persone che si appropriano indebitamente di un lavoro che non è affatto alla portata di tutti, svilendo il reale interesse e le capacità di chi lo comprende.

L.

domenica 28 dicembre 2014

Non per fama ma per soldi.

" Non per fama ma per soldi " non so neanch'io quale sia il vero significato, sarà che farei di tutto per evitare qualsiasi tipo di visibilità, a volte per paura, altre per pigrizia, quasi sempre per inettitudine. Trovo meno spregevole fare qualcosa per soldi che per auto-celebrazione, alla fine coi soldi ci mangi.
Ora, chiariamoci, non credo potrò mai mangiare grazie alle mie abilità di scrittrice ma da qualche parte dovrò pur cominciare.
Il fulcro del problema è proprio iniziare.
Mille idee mi girano per la testa e sanno apparire luminose e geniali per circa 3 secondi l'una, poi si spengono, così forti in potenza, tanto frivole nell'atto. Nessuna riesce mai a convincermi di valere qualcosa, nonostante il loro fascino, la loro natura ingannevole si svela velocemente e io ne rimango delusa e stupita ogni volta.
Mi chiedo quindi, se siano le idee a non essere abbastanza valide o sono forse io a svilirle con la mia arrendevolezza. 
Non rischiare mai, non espormi mai, mi fa sentire al riparo da delusioni cocenti ma momentanee, non affrontarle però mi impedisce di essere chi veramente sono e mi ha resa estranea a me stessa.
Con un atto di coraggio e un briciolo di violenza proverò a rischiare.

L.